Frate Egidio intreccia un cesto di vimini con le mani callose accanto a un piccolo convento di pietra in Umbria
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Libro IV · Quelli che rimasero · Capitolo 03

Frate Egidio e le mani callose

Egidio percorse strade, tagliò legna, portò acqua e fece del lavoro una forma di preghiera. La sua sapienza nacque tra silenzio e mani stanche.

Egidio si unì a Francesco nel 1208 o 1209 e fu tra i primi compagni. Le fonti lo mostrano in pellegrinaggio, al lavoro con le mani e alla ricerca di lunghi tempi di preghiera.

Non voleva ricevere pane senza offrire lavoro. Tagliò legna, portò acqua, aiutò nei raccolti e fabbricò oggetti semplici. Questa memoria non trasforma la fatica in castigo: ricorda che il sostentamento ha volti e che il frate minore non usa la povertà come scusa per sfruttare altri.

Lavoro e contemplazione si correggevano a vicenda. Le mani impedivano alla preghiera di fuggire dal mondo; il silenzio impediva al lavoro di diventare possesso o vanità.

I compagni raccolsero più tardi i suoi detti in forma proverbiale. La raccolta trasmette la sua sapienza, ma ogni frase non può essere considerata una trascrizione letterale.

Egidio visse a Monteripido, presso Perugia, e morì nel 1262, oltre trentacinque anni dopo Francesco. Rimase memoria viva della prima fraternità: mani stanche, cuore attento e parole rese credibili dalla vita.

Fonti e letture

  1. Fonti primitiveNotizie su Egidio.
  2. Biblioteca francescanaRaccolte di detti e studi.