Egidio si unì a Francesco nel 1208 o 1209 e fu tra i primi compagni. Le fonti lo mostrano in pellegrinaggio, al lavoro con le mani e alla ricerca di lunghi tempi di preghiera.
Non voleva ricevere pane senza offrire lavoro. Tagliò legna, portò acqua, aiutò nei raccolti e fabbricò oggetti semplici. Questa memoria non trasforma la fatica in castigo: ricorda che il sostentamento ha volti e che il frate minore non usa la povertà come scusa per sfruttare altri.
Lavoro e contemplazione si correggevano a vicenda. Le mani impedivano alla preghiera di fuggire dal mondo; il silenzio impediva al lavoro di diventare possesso o vanità.
I compagni raccolsero più tardi i suoi detti in forma proverbiale. La raccolta trasmette la sua sapienza, ma ogni frase non può essere considerata una trascrizione letterale.
Egidio visse a Monteripido, presso Perugia, e morì nel 1262, oltre trentacinque anni dopo Francesco. Rimase memoria viva della prima fraternità: mani stanche, cuore attento e parole rese credibili dalla vita.
Fonti e letture
- Fonti primitiveNotizie su Egidio.
- Biblioteca francescanaRaccolte di detti e studi.

