Quando una persona che amiamo si ammala, vogliamo fare subito qualcosa. Forse prepariamo dell’acqua, cerchiamo una medicina o accompagniamo una visita. Ma possiamo anche avere paura, perché non controlliamo ciò che accadrà. La preghiera è un luogo dove questo amore e questa paura possono riposare insieme.
Pregare per la guarigione è cosa buona. Gesù accoglieva i malati con compassione. Allo stesso tempo, una malattia non significa mancanza di fede, castigo di Dio o colpa di chi soffre. Neppure la preghiera più sincera garantisce che la guarigione avverrà nel modo e nel tempo che desideriamo.
Per questo fede e cura camminano fianco a fianco. Medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, farmaci e trattamenti possono far parte della risposta di Dio. In caso di urgenza cerca immediatamente assistenza professionale. Questa preghiera accompagna la cura; non la sostituisce mai.
Da dove viene questa preghiera?
Questa è una preghiera originale del Portale San Francesco, non un testo di san Francesco. Nasce dalla compassione di Gesù per gli infermi, dalla preghiera della comunità cristiana e dalla cura francescana delle persone fragili.
Francesco visse periodi di malattia e concluse la vita con il corpo molto indebolito. Nella Regola chiese che i frati si prendessero cura gli uni degli altri nell’infermità come vorrebbero essere curati. Per lui la fraternità non era una bella idea: diventava acqua offerta, presenza fedele e servizio umile.
Preghiera per una persona malata
Gesù compassionevole,
metto davanti a te
la persona che amo e che è malata.
Tu conosci il suo nome,
il suo corpo stanco,
le paure che forse nessuno ascolta
e il coraggio nascosto in ogni nuovo giorno.
Avvicinati con la tua tenerezza.
Da’ sollievo al dolore,
riposo alla notte,
speranza al cuore
e, se è possibile, la grazia della guarigione.
Benedici chi studia la diagnosi,
chi prepara il trattamento,
chi offre la medicina,
chi cambia le lenzuola
e chi tiene una mano in silenzio.
Da’ sapienza ai professionisti della salute,
pazienza ai familiari
e forza a chi assiste quasi senza riposo.
Liberaci dalle parole che accusano.
Che nessuno dica che è mancata la fede
quando la malattia rimane.
Che nessuno tratti questa persona
come se fosse soltanto un problema.
Insegnami a chiedere: «Come posso aiutare?»
e a rispettare la risposta.
Quando non saprò che cosa dire,
fa’ della mia presenza una piccola casa.
Quando arriva la paura,
ricordaci che non siamo soli.
Gesù, medico dei corpi e delle anime,
accompagna ogni decisione,
sostienici nell’incertezza
e conserva viva la dignità di chi soffre.
Nelle tue mani deponiamo questo giorno,
un passo alla volta.
Amen.
Preghiera originale del Portale San Francesco, ispirata al Vangelo e alla cura francescana.
Come pregare questa preghiera
Se la persona lo desidera, prega vicino a lei e chiedi prima di prenderle la mano. Rispettare il suo corpo e la sua stanchezza è anch’esso amore. Leggi soltanto alcuni versi; non è necessario terminare. Un minuto di preghiera può essere completo.
Poi trasforma la preghiera in una domanda pratica: bisogna cercare acqua, preparare del cibo, organizzare una visita, ricordare un orario o lasciare dormire la persona? Se sei un bambino, non assumerti da solo cure mediche. Cerca un adulto responsabile.
Quando la malattia è grave, la famiglia può chiedere la visita di un sacerdote e informarsi sull’Unzione degli infermi. Il sacramento non è riservato agli ultimi minuti di vita: offre conforto e forza spirituale a chi affronta una malattia seria. Continua a seguire le indicazioni dell’équipe sanitaria.
Una presenza accanto al letto
Nell’immagine di questa preghiera una persona offre acqua, un’altra rimane in preghiera e il malato riceve cura. Nessuno mette in scena uno spettacolo. La luce entra dolcemente dall’arco. Così spesso lavora l’amore: con competenza, delicatezza e costanza.
Nel Vangelo Gesù non riduce le persone alla loro malattia. Domanda, ascolta, si avvicina e restituisce dignità. La Chiesa cerca di continuare questa missione attraverso preghiera e cura. Nel Catechismo le due realtà appaiono insieme: non rivali, ma compagne.
Forse non puoi togliere la malattia a chi ami. Puoi comunque aiutarlo a non attraversarla da solo. Un messaggio, un pasto, una visita concordata, un passaggio in auto o il rispetto del silenzio possono diventare segni d’affetto.
E se sei tu a essere malato, ricorda: avere bisogno di aiuto non diminuisce il tuo valore. Sei molto più di esami, sintomi e limitazioni. Il tuo nome rimane custodito nel cuore di Dio.
Per conoscere le fonti
- Catechismo della Chiesa Cattolica, 1499–1532 — la compassione di Cristo, la cura dei malati, la preghiera d’intercessione e l’Unzione degli infermi.
- Istruzione circa le preghiere per ottenere da Dio la guarigione — chiedere la guarigione è umano, senza trasformare la preghiera in garanzia di miracolo.
- Francescani — Speciale 800 anni della Regola — la Regola bollata e la cura dovuta ai frati infermi.
- Bibbia: Giovanni 9,1–3; Marco 1,29–34; Luca 10,30–37; Giacomo 5,13–16 — rifiuto della colpa automatica, compassione, cura del prossimo e preghiera per gli infermi.

