I Minori nacquero come fraternità itinerante, non come comunità monastica stabile. Avevano però bisogno di breviari per pregare, Vangeli per annunciare e, crescendo, libri per studiare.
Francesco venerava le parole divine e chiedeva di raccoglierle se trovate in luogo indegno. La Regola permetteva i libri necessari all’Ufficio, ma il loro uso doveva restare nella vita senza proprietà.
Quando i frati entrarono nelle università, lo studio aumentò. Antonio ricevette il permesso di insegnare teologia a condizione che non spegnesse lo spirito di orazione e devozione.
Un manoscritto richiedeva pelle o carta, inchiostro, penna, copista e molte ore. Le prime biblioteche potevano stare in un armadio; poi alcune case raccolsero collezioni maggiori. I libri non dovevano essere tesoro privato, ma strumento comune.
Ciò che sopravvive dipende da clima, guerre e decisioni. Ogni codice ricorda sia il sapere sia il lavoro di mani anonime. Il sapere francescano trova misura nel servizio: comprendere, insegnare senza umiliare e illuminare il cammino altrui.
Fonti e letture
- Regola del 1223 — OFMLibri e Ufficio divino.
- Scritti di FrancescoRispetto per le parole sacre.

