Il Tau sembra una lettera molto semplice. Ha un tratto che sale e un altro che si apre ai lati. Può essere fatto di legno, disegnato su carta o tracciato con un dito sul palmo della mano. Proprio perché semplice non cerca di attirare l’attenzione su di sé, ma indica qualcosa di più grande: la croce di Gesù e una vita che desidera appartenere al Vangelo.
Molti francescani portano il Tau al collo. Non è però un amuleto. Il legno non evita i problemi, non porta fortuna e non rende migliori degli altri. Un segno cristiano ha senso soltanto quando ci ricorda Dio e cambia il modo in cui trattiamo le persone. Se portiamo un Tau e continuiamo a umiliare, mentire o chiudere gli occhi davanti a chi soffre, il segno è rimasto fuori e non ha ancora raggiunto il cuore.
Pregare con il Tau significa lasciare che una piccola forma ponga una grande domanda: quale parte della mia vita deve essere avvicinata a Gesù oggi? Forse una parola aggressiva, un’amicizia ferita, la cura di una persona dimenticata o il coraggio di ricominciare.
Da dove viene questo cammino?
La forma del Tau corrisponde all’ultima lettera dell’antico alfabeto ebraico e compare anche come lettera greca tau. Nel capitolo 9 di Ezechiele un segno viene posto sulla fronte di coloro che non accettano il male commesso nella città. Secoli dopo il Tau divenne particolarmente caro a Francesco e alla famiglia francescana come segno di salvezza, conversione e memoria della croce.
L’Ordine dei Frati Minori continua a consegnare croci a forma di Tau come segno di appartenenza e missione. Non è un oggetto magico, ma il ricordo visibile di una scelta: seguire Cristo con umiltà, fare il bene e ricominciare quando sbagliamo.
La preghiera seguente è originale del portale e ispirata alla spiritualità francescana. Non è stata scritta da san Francesco e non imita un testo antico. Anche il gesto di pregare tenendo o tracciando il Tau è una proposta pastorale del portale, costruita sul significato cristiano e francescano del segno.
Preghiera davanti al Tau
Gesù, povero e umile,
accogli la mia vita così com’è.
Tengo questo Tau
senza cercare fortuna o protezione magica.
Voglio soltanto ricordare
che appartengo a te.
Nel tratto che scende,
insegnami a scendere dall’orgoglio,
a stare vicino ai piccoli
e a servire senza cercare applausi.
Nel tratto che si apre,
allarga le mie braccia e il mio cuore:
che io accolga chi è solo,
condivida ciò che ho ricevuto
e non trasformi le differenze in muri.
Segna i miei pensieri con la tua verità,
le mie parole con la tua mansuetudine,
i miei occhi con la tua misericordia
e le mie mani con la tua cura.
Quando sbaglio,
non lasciarmi nascondere l’errore.
Dammi umiltà per chiedere perdono,
riparare ciò che posso
e ricominciare.
Fa’ che questo Tau non sia un ornamento vuoto,
ma memoria di una vita offerta.
Fa’ di me, oggi,
un piccolo segno del tuo amore.
Amen.
Preghiera originale del Portale San Francesco, ispirata al significato cristiano e francescano del Tau.
Come pregare con il Tau
Se hai un Tau, posalo su un tavolo o tienilo senza stringerlo. Può essere di legno, stoffa, pietra o carta. Se non ne hai uno, tracciane la forma con il dito sul palmo dell’altra mano. Non è il materiale a fare la preghiera: ciò che conta è essere presenti davanti a Dio.
Osserva prima il tratto verticale. Scorri lentamente il dito dall’alto verso il basso e di’: «Gesù, toglimi dal centro». Pensa a un atteggiamento orgoglioso da abbandonare. Non cercare un enorme difetto; forse è soltanto il bisogno di vincere ogni discussione o avere sempre l’ultima parola.
Percorri poi il tratto orizzontale da un lato all’altro. Di’: «Gesù, aprimi ai miei fratelli e sorelle». Ricorda una persona che ha bisogno di cura: a casa, a scuola, per strada o qualcuno che eviti.
Leggi la preghiera. Alla fine scegli un gesto che trasformi il segno in vita: ringraziare senza essere sollecitato, condividere qualcosa, raccogliere un rifiuto, ascoltare senza guardare il telefono o chiedere scusa sinceramente. Lascia il Tau in un luogo visibile. Quando gli passi accanto, ricorda semplicemente il gesto scelto.
Quando il legno diventa memoria
Immagina un comune pezzo di legno, forse parte dimenticata di un albero, segnato dalla pioggia e dal lavoro di qualcuno. Una persona vi disegna un Tau. Il legno resta legno. Il disegno non acquista poteri. A cambiare può essere chi lo guarda.
I segni aiutano perché dimentichiamo: la promessa fatta, la gratitudine provata, il perdono ricevuto. Un piccolo oggetto può richiamare il cuore. È come una fotografia di famiglia: la carta non sostituisce le persone, ma risveglia amore e memoria.
Il Tau conserva anche la forma della croce. Sulla croce Gesù non scelse di dominare, ma si consegnò per amore. Portare il Tau significa accettare una direzione: meno vanità, più servizio; meno possesso, più condivisione; meno vendetta, più coraggio nel costruire la pace. Questa direzione non entra tutta in una collana: deve apparire nella vita.
Toccando il Tau, domandati: «Quale sarà oggi il mio tratto d’amore?» Un tratto sembra poco, ma una vita fedele si disegna così, gesto dopo gesto.
Per conoscere le fonti
- Ezechiele 9 — Bibbia CEI — il segno posto sulla fronte di chi deplora il male, una delle radici bibliche associate al Tau.
- Galati 6 — Bibbia CEI — Paolo parla delle stigmate di Gesù e del gloriarsi soltanto nella croce di Cristo.
- Ordine dei Frati Minori — conclusione del Capitolo Under Ten — la consegna del Tau come segno di salvezza, memoria di Francesco, appartenenza e missione.
- Ordine dei Frati Minori — Preghiere di san Francesco — fonti autentiche della preghiera francescana e Francesco contemplativo di Cristo povero e crocifisso.

