Francesco inginocchiato all’alba tocca la terra accanto a un ruscello, mentre un lupo beve e due uccelli attraversano il cielo umbro
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Preghiere ispirate · La casa che tutti abbiamo ricevuto

Preghiera per il creato

Una preghiera di gratitudine e cura per riconoscere la Terra, l’acqua, gli animali e ogni persona come doni ricevuti da Dio.

Il mattino non è una cosa: è un dono

Prima che qualcuno si svegli, l’acqua già scorre, le foglie respirano e gli uccelli cercano cibo. Il mondo non comincia quando apriamo gli occhi. Ci svegliamo dentro una storia immensa che Dio ama e sostiene.

Francesco comprese questa verità così profondamente da chiamare il sole fratello, la luna sorella, l’acqua sorella e la terra madre. Non adorava la natura. Lodava il Creatore con le creature e per mezzo di esse. Ogni essere aveva valore perché proveniva dalle mani di Dio, non soltanto perché poteva essere usato dall’uomo.

Pregare per il creato significa ringraziare, ma anche assumersi una responsabilità. Non basta ammirare un albero ignorando chi soffre per l’aria inquinata, le alluvioni, il caldo estremo o la mancanza di acqua pulita. La cura della Terra e la cura dei poveri appartengono alla stessa preghiera, perché abitiamo tutti la stessa casa.

Origine e ispirazione

Una preghiera all’ombra del Cantico delle creature

Questa è una preghiera originale del portale, ispirata alla spiritualità francescana. Non è stata scritta da san Francesco. Le sue immagini nascono dal racconto biblico della creazione, dal Cantico delle creature e dall’enciclica Laudato si’.

Nel Cantico, composto negli ultimi anni della vita, Francesco rivolge ogni lode a Dio Altissimo e chiama le creature sorelle e fratelli. Questo linguaggio non trasforma pietre, venti o animali in esseri umani. Ricorda che non siamo padroni assoluti: facciamo parte di una famiglia creata e dipendiamo dall’acqua, dal suolo, dall’aria e gli uni dagli altri.

La Laudato si’ riprende l’inizio del cantico e insegna che tutto è connesso. Una piccola scelta può arrivare lontano: ciò che compriamo, sprechiamo o proteggiamo tocca altre persone e altri esseri. Per questo la preghiera unisce contemplazione e impegno. La bellezza ricevuta chiede una risposta.

Testo della preghiera

Insegnaci a vivere come parte della tua opera

Dio Creatore,
prima del nostro primo passo,
il tuo amore già preparava sentieri.

Ti ringraziamo per sorella acqua,
che ristora, purifica e sostiene;
per fratello sole, che riscalda il mattino;
per il vento che non possiamo trattenere
e per la terra che accoglie i semi.

Ti ringraziamo per gli animali,
per i grandi che attraversano le foreste
e per quelli tanto piccoli che quasi non vediamo;
per ogni pianta che offre ombra,
cibo, profumo o riparo.

Perdonaci quando trattiamo come rifiuto
ciò che tu hai chiamato buono.
Perdona lo spreco,
la fretta di possedere,
l’indifferenza davanti ai fiumi feriti
e il silenzio quando i poveri soffrono per primi.

Donaci occhi capaci di contemplare
senza voler comprare,
mani capaci di custodire
senza voler controllare
e intelligenza per creare soluzioni
che non lascino indietro nessuno.

Benedici chi coltiva la terra,
chi protegge foreste e oceani,
chi ricerca con onestà,
chi raccoglie ciò che altri hanno gettato
e chi difende una comunità minacciata.

Consola le persone colpite
dalla siccità, dal fuoco, dalle alluvioni e dalla fame.
Insegnaci ad ascoltare la loro sofferenza
e a trasformare la compassione in aiuto giusto.

Signore Gesù,
per mezzo del quale tutto è stato creato,
liberaci dal vivere come se fossimo soli.

Fa’ che il bicchiere d’acqua sia accolto con gratitudine,
il cibo senza spreco,
il riposo senza consumo infinito
e ogni creatura con rispetto.

Fa’ della nostra vita un piccolo cantico:
meno rumore di possesso,
più silenzio di stupore;
meno mani chiuse,
più cura condivisa.

E quando il mondo ferito ci fa paura,
custodiscici dalla disperazione.
Mostraci il bene che può ancora crescere
da una scelta fedele.

Con te vogliamo proteggere la casa comune
e lodarti con tutte le creature.

Amen.

Testo originale del portale, ispirato al Cantico delle creature, alle Scritture e alla Laudato si’.

Prendersi cura non è avere paura: è amare con attenzione

A volte le notizie sulla natura sembrano troppo grandi. Un bambino può pensare: «Quello che faccio non cambia nulla». Ma Francesco non aspettò di avere un grande potere per cominciare. Guardò ciò che aveva davanti e rispose con riverenza.

Come pregare

Accogli una creatura senza possederla

  1. Scegli un luogo vivo. Può essere accanto a una finestra, un albero, un vaso o un bicchiere d’acqua. Non deve essere un paesaggio perfetto.
  2. Osserva per un minuto. Nota la luce, i colori, i suoni e i piccoli cambiamenti. Non fotografare e non cercare di spiegare tutto. Accogli soltanto.
  3. Leggi la preghiera a bassa voce. Quando incontri il nome di una creatura, ringrazia per qualcosa di concreto che offre alla vita.
  4. Ascolta una ferita. Pensa a una persona, un animale o un luogo che soffre per la distruzione ambientale. Chiedi a Dio di mostrarti una risposta possibile e sicura.
  5. Assumi una cura verificabile. Oggi scegline una sola: ridurre uno spreco, differenziare correttamente un rifiuto, parlarne in famiglia o sostenere un’azione affidabile.

Non trasformare il gesto in una gara di purezza. Nessuno riesce a vivere senza alcun impatto. Il cammino consiste nell’imparare, correggersi e procedere insieme, senza umiliare chi sta cominciando.

Meditazione

La prima luce sulla terra bagnata

Immagina il pendio ancora buio. Francesco è stanco e malato, ma il mattino arriva senza rumore. Un filo d’acqua passa tra le pietre. Un animale si china per bere. Due uccelli trovano una corrente d’aria. Nessuno deve spiegare la propria utilità per meritare di esistere.

Francesco tocca il suolo. La stessa terra sostiene l’albero, riceve la pioggia, nutre il grano e accoglie i nostri passi. Chiamarla sorella e madre significa ricordare due cose: le apparteniamo e dipendiamo dalla sua generosità. Chi dipende impara la gratitudine; chi riceve impara la cura.

Il creato non è uno scenario posto dietro la vita umana. È la casa in cui Dio ci ha riuniti. Quando un fiume si ammala, le persone si ammalano. Quando una foresta scompare, le creature perdono riparo e le comunità perdono futuro. Quando custodiamo una sorgente, il gesto può diventare acqua per qualcuno che non vedremo mai.

Forse oggi non puoi salvare una foresta. Puoi però rifiutare l’idea che nulla abbia valore oltre al prezzo. Puoi guardare un bicchiere d’acqua e dire: «Ho ricevuto un dono». Puoi imparare da chi conosce la terra, chiedere decisioni responsabili e condividere speranza. L’alba non arriva tutta insieme. Prima appare una striscia di luce. Poi, poco a poco, riusciamo a vedere il cammino.

Per continuare

Fonti di questa pagina

  1. Ottocento anni del Cantico delle creature — Ordine dei Frati MinoriPresenta il contesto del cantico e il passaggio dal possesso del creato alla cura della casa comune.
  2. Laudato si’ — Santa SedeCollega la spiritualità di Francesco, la dignità dei poveri e la cura integrale di tutto il creato.
  3. Genesi 1–2 — Nova Vulgata, Santa SedeFonte biblica del mondo ricevuto come opera buona di Dio e affidato alla cura umana.
  4. Francesco teologo in lingua popolare — tradizione francescanaStudio sul creato come dono e su ogni creatura come sorella, fratello e riflesso della bontà divina.

Il paesaggio dell’immagine è un’interpretazione contemplativa dell’Umbria, non la ricostruzione di un momento documentato.